Cena Ecumenica 2012

Salve, in data mercoledì 25 gennaio 2012 in occasione della ricorrenza annuale della settimana di preghiera mondiale per l’unità dei cristiani la comunità Infuocati dallo Spirito Santo di Catania indice la Cena Ecumenica 2012, una cena a cui parteciperanno i rappresentanti delle chiese cristiane presenti nel territorio. Hanno dato conferma la chiesa cattolica, ortodossa, protestante. Alla edizione del 2010 ha partecipato mons Salvatore Gristina arcivescovo di Catania, Salvatore Loria docente facoltà pentecostale di Napoli e fratello del presidente nazionale delle chiese evangeliche ADI (Assemblee di Dio in Italia), nonchè docenti della facoltà teologica di Sicilia e sacerdoti ortodossi di tre patriarcati (Russo – Rumeno -Greco) e associazioni ecumeniche di volontariato. In occasione di quest’anno vorremmo coinvolgere anche la vostra realtà per due motivi:

1. fare conoscere la bellezza del canto gospel, la sua origine e i suoi frutti spirituali

2. perchè noi pensiamo che solo attraverso il canto delle lodi al Signore Gesù si può ottenere quella comunione di spirito a cui mira l’attività ecumenica.

Durante la cena ogni chiesa o coro ha la possibilità di esibirsi in un canto a Gesù e magari concludere la serata con un collegiale “Ho Happy Day”

questo è il link dell’evento su facebook:https://www.facebook.com/events/227781283966958/

La cena si svolgerà a Catania nel ristorante “I Clerici” vicino piazza duomo: www.iclerici.it

Si prega di confermare entro il 18 gennaio 2012. Grazie.

Alla Cena Ecumenica 2012 può partecipare almeno un rappresentante della vostra realtà?

La Pace sia con voi

Raffaele Di Francisca – Presidente e fondatore comunità Infuocati dallo Spirito Santo www.infuocatidallospiritosanto.org

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DIO VI BENEDICE

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DIO VI BENEDICE!!!!!!!!!!!!!

NEL FUOCO DELLO SPIRITO SANTO

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Discussione su YouTube – san damiano – ogni uomo semplice

AUGURI A TUTTI I "francesco" "francesca" "franco" "franca" E AI FRANCESCANI
www.infuocatidallospiritosanto.org

Citazione

YouTube – san damiano – ogni uomo semplice

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Ciao mondo!!

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Discussione su YouTube – Viareggio – Notte Bianca 25/09/10 (Pace al tuo cuore e sarà festa – Tra…

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Discussione su YouTube – Benedetto XVI: dialogo ecumenico per un mondo migliore

 

L’ECUMENISMO E’ UNA PRIORITA’ PER LA CHIESA (a partire da ogni credente)
www.infuocatidallospiritosanto.org

YouTube – Benedetto XVI: dialogo ecumenico per un mondo migliore

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STORIA DEL RINNOVAMENTO CARISMATICO (dai protestanti al RNS)

Con il termine di rinnovamento carismatico si intende la diffusione
di temi tipici del pentecostalismo – la glossolalia, ma anche la
guarigione e altri "segni dello Spirito", accompagnati in genere da una
teologia e da un’esperienza del battesimo dello (o "nello") Spirito
Santo – al di fuori delle denominazioni e dei network della prima
ondata pentecostale, e anche fra i fedeli di Chiese e comunità
cristiane diverse dalle denominazioni pentecostali. Come è stato
osservato, il rinnovamento carismatico è reso possibile dalla
partecipazione di molti cristiani non pentecostali alle "crociate" degli
anni 1950 di guaritori come Oral Roberts (1918-) e Gordon Lindsey
(1906-1973). Nel 1951 un imprenditore californiano di origine armena,
Demos Shakarian (1913-1993), concepisce l’idea di una organizzazione non
denominazionale di uomini d’affari che hanno sperimentato i doni dello
Spirito Santo, impegnati a far conoscere i più noti predicatori di
ambiente pentecostale al di fuori dei loro circoli consueti. Nasce così
la Full Gospel Business Men’s Fellowship International (Fraternità
internazionale degli uomini d’affari del Pieno Vangelo), che tiene la
sua prima convenzione nazionale negli Stati Uniti nel 1953.Il
predicatore pentecostale sudafricano David Johannes du Plessis
(1905-1987) – più tardi naturalizzato americano e, dal 1955, ministro
delle Assemblee di Dio – ha nel frattempo deciso di dedicare la sua vita
al miglioramento delle relazioni fra i pentecostali e il mondo
cristiano non pentecostale, aprendo un dialogo con il Consiglio
Ecumenico delle Chiese e con la Chiesa cattolica. Un’attività analoga -
superando notevoli resistenze nella sua denominazione di origine, che
del resto si manifestano originariamente anche nei confronti di du
Plessis – è svolta da Donald Gee (1891-1966), un dirigente delle
Assemblee di Dio inglesi. Un’altra figura importante per le origini del
rinnovamento carismatico è Agnes Mary Sanford (1897-1982), una
episcopaliana attiva nell’interdenominazionale Ordine di San Luca,
fondato nel 1947 (con una partecipazione maggioritaria di fedeli di
denominazioni della Comunione anglicana) allo scopo di riunire cristiani
interessati alle guarigioni. Anche se l’Ordine di San Luca più tardi -
nel 1963 – si pronuncia contro la glossolalia, Agnes Mary Sanford
sperimenta il "battesimo dello Spirito Santo" e successivamente il segno
del parlare in lingue verso il 1955.L’esperienza (preceduta da alcuni
meno noti episodi sudafricani) si estende ad alcuni pastori
episcopaliani che fanno parte dell’Ordine di San Luca: il primo è
probabilmente Richard Winkler (1912-1996), rettore della Trinity
Episcopal Church di Wheaton (Illinois) che riceve il battesimo dello
Spirito Santo nell’aprile 1956 in una riunione presieduta da un pastore
delle Assemblee di Dio. Nello stesso anno un pastore presbiteriano,
James Brown, riceve a sua volta il battesimo dello Spirito Santo in
Pennsylvania. Verso la fine degli anni 1950 un certo numero di pastori
presbiteriani ed episcopaliani – in seguito anche luterani – iniziano a
tenere nel Nord degli Stati Uniti riunioni di tipo pentecostale
(chiamate però normalmente non "pentecostali" ma, appunto,
"carismatiche") con esperienze di glossolalia, inizialmente in modo
assai discreto per non sollevare reazioni da parte delle autorità delle
loro denominazioni (dove il pentecostalismo è sinonimo di fanatismo, se
non di eresia) e anche delle denominazioni pentecostali come le
Assemblee di Dio, che all’epoca guardano con notevole sospetto questi
sviluppi.Il movimento carismatico, a poco a poco, guadagna alla sua
causa altri pastori, soprattutto all’interno del mondo episcopaliano.
Nel 1960 il pastore Dennis Bennett (1917-1991) della Chiesa
episcopaliana di St. Mark a Van Nuys (California) decide di spiegare
pubblicamente durante una predica ai suoi parrocchiani le sue esperienze
di glossolalia. Ne seguono reazioni, non tutte favorevoli, che portano
alle dimissioni di Bennett dal suo incarico parrocchiale e a una
lettera del vescovo episcopaliano di Los Angeles che vieta nella sua
diocesi riunioni dove sia "incoraggiata o praticata" la glossolalia.
Mentre la grande stampa americana interviene sul caso Bennett, il
vescovo episcopaliano di Olympia (nello Stato di Washington, a Nord
della California) offre all’ex-pastore di Van Nuys una chiesa, St.
Luke, a Seattle. In pochi anni St. Luke si trasforma in una parrocchia
interamente "carismatica" e in un centro di diffusione del movimento
nel mondo episcopaliano degli Stati Uniti e del vicino Canada. Nella
parrocchia di Van Nuys, che Bennett ha dovuto abbandonare, i suoi
seguaci si organizzano dal canto loro in un’associazione, che nel 1961
divenne la Blessed Trinity Society – nel cui consiglio di
amministrazione entra anche il pentecostale David J. du Plessis – che si
dedica a sua volta attivamente a diffondere il messaggio
carismatico.Nei primi anni 1960 il battesimo dello Spirito Santo e la
glossolalia, a partire da questi inizi, si diffondono in tutte le
maggiori denominazioni protestanti negli Stati Uniti e in Canada: non
solo tra gli episcopaliani, presbiteriani e luterani, ma anche tra i
metodisti, mennoniti, battisti. Alcune denominazioni cercano di opporsi
al movimento carismatico e non mancano sospensioni e rimozioni di
pastori; negli anni 1970, tuttavia, la maggioranza delle denominazioni
protestanti accoglie il rinnovamento carismatico – cercando di
organizzarlo e di gestirlo tramite appositi comitati nazionali – con
l’eccezione della denominazione di maggioranza relativa nel
protestantesimo bianco non pentecostale americano, i Battisti del Sud,
dove le congregazioni pentecostali esistenti (relativamente poche)
devono muoversi con discrezione e mantenere un basso profilo per evitare
reazioni e provvedimenti.Negli anni 1970 il movimento carismatico
diventa anche fenomeno, da americano, mondiale (dopo essere già
penetrato in Gran Bretagna fra gli anglicani a pochi anni dalle sue
origini). L’evento decisivo per il successo del movimento carismatico
è, senza dubbio, l’emergere di un parallelo "rinnovamento dello
Spirito" o "nello Spirito" all’interno della Chiesa cattolica. Benché
alcuni cattolici avessero già sperimentato in anni precedenti il
battesimo dello Spirito Santo – e alcuni avessero frequentato la
parrocchia di Dennis Bennett a Seattle – le origini del rinnovamento
carismatico cattolico si situano negli eventi del 1967 alla Duquesne
University di Pittsburgh, in Pennsylvania, dove due assistenti del
dipartimento di teologia – Ralph Keifer e Patrick Bourgeois -, che
avevano letto diversi resoconti dei successi del movimento carismatico e
che si erano interessati ai doni dello Spirito Santo frequentando il
movimento ecclesiale dei Cursillos, cominciarono a partecipare a
riunioni interdenominazionali tenute in casa di una carismatica
presbiteriana, e in seguito visitarono anche una chiesa pentecostale.
Dopo un ritiro, tenuto dal 17 al 19 febbraio 1967 – e dopo avere
sperimentato la glossolalia – , Keifer e Bourgeois organizzano con una
trentina di studenti il primo gruppo carismatico cattolico.Dalla
Duquesne il movimento si estende rapidamente a due altre università,
Notre Dame e Michigan State. Due laureati a Notre Dame – Ralph Martin e
Stephen Clark (molto attivi nei Cursillos, dove erano già in contatto
con Keifer e Bourgeois) – si recano alla Duquesne University per essere
"battezzati nello Spirito" all’interno del gruppo cattolico iniziale di
Keifer e Bourgeois e portano la loro esperienza alla Michigan State
University. Clark e Martin diventano in seguito leader importanti del
rinnovamento carismatico cattolico nascente. Due elementi sembrano
avere unito i protagonisti di questo primo inizio del rinnovamento
cattolico: il legame con i Cursillos, e l’incontro trasformante con due
libri-chiave scritti da esponenti protestanti del mondo
pentecostale-carismatico: Essi parlano in altre lingue di John Sherrill
(1964), un’appassionata inchiesta giornalistica sul mondo carismatico, e
soprattutto La Croce e il Pugnale (1963), dove David Wilkerson descrive
il successo grazie al battesimo dello Spirito della sua missione
disperata nella subcultura delle bande giovanili della periferia di New
York.Un particolare interessante – e poco noto – riguarda il tentativo
di David Wilkerson, l’autore pentecostale le cui opere erano state
lette con più entusiasmo dai primi carismatici cattolici, di staccare
il rinnovamento cattolico nascente dalla Chiesa di Roma comunicando ai
suoi leader una sua "visione" o rivelazione privata contro le
"denominazioni", in cui lo Spirito gli rivela che se i cattolici che
avevano sperimentato la glossolalìa rimarranno all’interno della Chiesa
romana saranno perseguitati. Questo tentativo non ha alcun successo;
Ralph Martin – che pure ammette di essere stato profondamente
influenzato dagli scritti e dal ministero di Wilkerson – risponde che
"lo spirito di indipendenza" (dalle Chiese e denominazioni) costituisce
al contrario "uno degli elementi meno salubri che il pentecostalismo
tradizionale ha portato come contributo al cristianesimo" ("David
Wilkerson’s Vision", New Covenant, n. 3, gennaio 1974, pp. 11-12).Le
vicende del rinnovamento carismatico all’interno della Chiesa cattolica
sono estranee al nostro tema, e del resto il rinnovamento cattolico ha
anche una radice interna alla tradizione cattolica (l’interesse per lo
Spirito Santo e per i suoi doni, sempre presente nel cattolicesimo ma
riproposto dal magistero lungo una linea che va dal corpus di Leone
XIII [1810-1903] al Vaticano II). Il mondo carismatico, nel suo
complesso, conta oggi centocinquanta milioni di fedeli. È interessante
notare che fra questi fedeli (di cui circa sessanta milioni cattolici,
non tutti peraltro partecipanti alle organizzazioni carismatiche
cattoliche "ufficiali") un segmento importante (circa venticinque
milioni) afferma di non fare parte di alcuna denominazione. Gli anni
1980 sono stati infatti particolarmente caratterizzati da una
esplosione di comunità carismatiche non denominazionali, che non
rimangono isolate ma partecipano a network o associazioni di assemblee
e/o di pastori carismatici. Accanto ai movimenti carismatici
all’interno delle Chiese e comunità cristiane non pentecostali, questo
enorme network di comunità carismatiche indipendenti costituisce il più
tipico frutto del neo-pentecostalismo degli anni 1970 e 1980. Vi
partecipano pentecostali indipendenti influenzati dal più ampio
movimento carismatico: e in questo senso si può includere in questa
categoria l’italiano Movimento di Restaurazione (ora Chiese della
Riconciliazione). Alcune delle comunità carismatiche "non
denominazionali" hanno ormai percorso – o stanno percorrendo – il
cammino consueto della trasformazione in nuove denominazioni. Un caso da
manuale – non di rado evocato dai sociologi – è quello della Calvary
Chapel di Costa Mesa (California).B.: In generale: Kilian
McDonnell,O.S.B., Charismatic Renewal and the Churches, Seabury Press,
New York 1976. Su Donald Gee, cfr. Richard Massey, Another Springtime.
The Life of Donald Gee, Pentecostal Leader and Teacher, Highland Books,
Guildford (Surrey) 1992. Sugli sviluppi nel mondo cattolico: Kevin M.
Ranaghan – Dorothy Ranaghan, Catholic Pentecostals, Paulist Press,
Parasmus (New Jersey) 1969; Patti Gallagher Mansfield, Come da una nuova
Pentecoste: lo straordinario inizio del Rinnovamento Carismatico
Cattolico, trad. it., Ancora, Milano 1993. Assai influenti su tutta la
corrente rimangono: John Sherrill, Essi Parlano in Altre Lingue, trad.
it., Editrice Uomini Nuovi, Marchirolo (Varese) 1994; David Wilkerson,
con J. Sherrill ed Elizabeth Sherrill, La Croce e il Pugnale, Editrice
Uomini Nuovi, Marchirolo (Varese) 1994.

 

(DAL SITO INTERNET WWW.CRISTIANICATTOLICI.NET)

 

CHIESA CATTOLICA

 

Nel
1954, morto Papa Pio XII, lo Spirito Santo, che sceglie gli uomini a
secondo del tempo, regalò alla Chiesa Papa Giovanni XXIII, il cui
programma era:”valorizziamo ciò che ci unisce e trascuriamo ciò che ci
divide”.

Pochi mesi dopo la sua elezione, annunziò la
celebrazione del Concilio Ecumenico Vaticano II, dove presero parte
anche osservatori di tutte le altre Chiese cristiane. Dopo pochi giorni
da tale annunzio proclamò Beata la suora Elena Guerra, l’apostola
dello Spirito Santo, che aveva offerto la sua vita per il rinnovamento
della faccia della terra, mediante il ritorno della Chiesa al
Cenacolo.

In apertura del Concilio, Papa Giovanni XXIII invocò lo
Spirito Santo: “Rinnova in questi giorni le tue meraviglie, come di
una nuova Pentecoste!”.

Fu un Concilio in cui ci furono aperture,
tolleranza del pluralismo religioso, dove non ci sono più eretici, né
scismatici, ma fratelli separati tra i quali ci possono essere anche
“la fede, la speranza, la carità, la vita della grazia e altri doni
interiori dello Spirito Santo.

David du Plessis, osservatore
della Chiesa Pentecostale, disse: “Sono entusiasta! Le ossa aride di
cui parla il profeta Ezechiele, si muovono e prendono vita”.

Ma Papa Giovanneo XXIII, morì prima della chiusura del Concilio.

Il
suo successore, Paolo VI, volle essere come il primo Paolo, cominciò a
volare per il mondo, in mezzo a popoli pagani e nazioni protestanti.

Il
suo primo viaggio fu a Gerusalemme, per riportare la Chiesa del
Concilio dentro il Cenacolo, per verificare se la sua Chiesa era quella
stessa Chiesa che era uscita da quelle stesse mura, scosse, migliaia
di anni prima, dal vento della Pentecoste.

Cattolici e ortodossi,
arabi ed ebrei, gli tributarono accoglienze trionfali, come quelle
tributate a Gesù il giorno delle palme. Il Concilio si chiuse
in S. Pietro, ma si aprì nella Chiesa. Lo Spirito Santo aveva
parlato ed ora bisognava tirare le conclusioni e, soprattutto, mettersi
al lavoro.

Ora bisognava attuare le riforme indicate dal
Concilio stesso, ma ci fu un periodo di confusione, discussioni,
defezioni e ribellioni, in quanto alcune di queste riforme furono mal
interpretate: invece di una Chiesa più Santa e pneumatica, si voleva
una Chiesa più secolare e più conforme allo spirito del mondo.

Papa
Paolo VI si trovò a fronteggiare gli stessi problemi che trovò
S.Paolo con alcune delle prime comunità cristiane: correggere errori e
deviazioni dottrinali, sanare divisioni, denunziare scandali,
deplorare deflezioni.

Nel 1967, 50° anniversario delle
apparizioni della Madonna a Fatima, il Papa si recò in Spagna come
pellegrino, per chiedere alla Madonna la pace del mondo, ma
soprattutto la pace all’interno della Chiesa.

E la Madonna
ascoltò le sue preghiere, effondendo con lo Spirito Santo la Chiesa;
sì lo Spirito Santo, il vero ed unico pacificatore degli animi, il
solo artefice di ogni autentico rinnovamento nella Chiesa e nei cuori.

 

ITALIA

 

In
Italia il movimento carismatico arriva nel 1971 ad opera di un
missionario canadese che aveva fatto esperienza di questa nuova realtà
in USA, Padre Valeriane Gaudet. Per lo più erano gruppetti nati a
Roma. Il gruppo romano inizialmente era plurilingue ed ecumenico. Poi
gradualmente si formarono i gruppi distinti di lingua inglese,
francese, spagnolo e italiano.

Il primo gruppo veramente italiano nacque nel 1973, a S. Mauro Pascoli (Emilia Romagna).

Una
prima esplosione di gruppi si è avuta però nel 1975, quando venne
celebrato in Italia il congresso internazionale del movimento
carismatico, e i diecimila congressisti furono ricevuti da Paolo VI il
quale li accolse con grande affetto e pronunciò la celebre frase "il
Rinnovamento Cattolico è una chance per la Chiesa".

Come è andato organizzandosi il movimento in Italia?

Inizialmente
come unico punte di riferimento importante era il Gruppo Maria di
Roma: da tutta l’Italia si veniva qui per ricevere l’effusione e per
dei brevi corsi di preparazione. Chi ha vissuto quel periodo racconta
che c’era un entusiasmo incredibile. Si veniva a Roma da tutta
l’Italia per la preghiera del sabato sera. Del resto i gruppi erano
poche decine, ma c’era una fratellanza incredibile. Con l’andare del
tempo e con l’aumento del numero di persone, il gruppo Maria di Roma e
tutte le comunità e gruppi collegati si divisero in diverse
ramificazioni. Oggi, la realtà più grande in Italia è rappresentata dal
Rinnovamento nello Spirito che nel 1996 ha ottenuto anche
l’approvazione del proprio Statuto da parte della Conferenza Episcopale
Italiana (CEl).

 

(DAL SITO WWW.FUOCODELLOSPIRITOSANTO.IT)

 

Il
“Rinnovamento nello Spirito Santo” si sviluppa in Italia agli inizi
degli anni ‘70 e si configura oggi come un movimento ecclesiale.
“Il Rinnovamento nello Spirito Santo” in Italia è espressione della
grande corrente spirituale denominata “Rinnovamento Carismatico
Cattolico” o più semplicemente “Rinnovamento”, inaspettatamente
esplosa alla chiusura del Concilio Vaticano II, in America. Oggi il
Rinnovamento è diffuso in 204 Paesi dei cinque continenti fra 82
milioni di cattolici, e assume nelle varie nazioni stili, forme di
vita e stati giuridici diversi fra loro, anche se, in definitiva,
riconducibili all’unica, comune scaturigine. Il Rinnovamento, sin dal
suo sorgere, appare come un esaudimento, tra tanti altri, di
quell’audace speranza profetica formulata da Giovanni XXIII in
preparazione al Concilio Ecumenico Vaticano II (25/11/1961):
“Rinnova nella nostra epoca i prodigi come di una nuova Pentecoste” e
delle parole pronunciate da Paolo VI, nell’udienza generale del 16
Ottobre 1974: “Voglia il Signore effondere, oggi, una grande pioggia
di carismi per rendere feconda, bella e meravigliosa la Chiesa,
capace d’imporsi all’attenzione e allo stupore del mondo profano, del
mondo laicizzante”. Non possiamo non ricordare come già Papa Leone
XIII, il 1° gennaio del 1901, avesse dedicato il ventesimo secolo
allo Spirito Santo intonando il Veni Creator Spiritus in nome della
Chiesa intera, dopo la pubblicazione dell’enciclica dedicata allo
Spirito Santo. Leone XIII esortava i cristiani a ritornare al
cenacolo di Pentecoste e invocare lo Spirito Santo per la riunione
della cristianità. Certamente la voce di Leone XIII ha “bucato” il
cielo, se osserviamo il rigoglio di movimenti carismatici e di
Chiese pentecostali che, proprio a partire dal 1901 in una prima
ondata, e successivamente, in una seconda ondata proprio in
coincidenza del Concilio Ecumenico Vaticano II, si sono diffusi in ogni
parte del mondo come autentica risposta dell’unico Spirito alle
preghiere dei Papi per il rinnovamento spirituale di questo nostro
secolo. La grazia del Rinnovamento cattolico è parte di un movimento di
risveglio carismatico suscitato dallo Spirito ancora più grande,
per così dire “trasversale”, che sta attraversando le tre grandi
tradizioni – cattolica, protestante ed ortodossa – e coinvolgendo,
secondo le ultime stime dei sociologi, circa 450 milioni di
cristiani che si sforzano di testimoniare una vita nuova nello
Spirito a partire dall’esperienza dell’effusione dello Spirito o
battesimo nello Spirito, esperienza di cui farò cenno più avanti.
Possiamo intravedere, in questo fenomeno di rinnovamento tra i
cristiani, sia a livello teologico che di esperienza dei carismi, un
“anticipo” dell’opera che più sta a cuore allo Spirito Santo: l’unione
dei cristiani, l’unità della Chiesa. Il Card. Suenens, tra i primi
interpreti e promotori di questo risveglio spirituale, affermava che
“il terzo millennio vede apparire all’orizzonte dei “segni” – tra i
quali il Rinnovamento è in modo particolare foriero di speranza –
che annunziano l’approssimarsi dell’unità visibile”: non ci sarebbe,
perciò, da stupirsi se questo soffio rinnovatore fosse un segno di
come lo Spirito sta spingendo le Chiese al di là dei propri
steccati. Lo ha fortemente intuito Giovanni Paolo II, che nella Ut
unum sint ci ha parlato di ecumenismo spirituale, indicandoci poi
nel Giubileo del 2000 “un momento decisivo del cammino verso l’unità
di tutti i cristiani”. La scelta di denominare l’esperienza italiana
“Rinnovamento nello Spirito” in luogo di “Rinnovamento Carismatico
Cattolico” è già degli inizi, come effetto della prima riflessione
teologica e della mediazione culturale che gli iniziatori del
movimento in Italia ebbero a compiere per attestarne l’identità
cattolica. Il nome “Rinnovamento nello Spirito” è tratto dalla
lettera di san Paolo a Tito (cf 3, 5) nella quale l’apostolo afferma
che siamo salvati mediante un lavacro di rigenerazione e di
rinnovamento nello Spirito Santo. La caratteristica inconfondibile
dell’espressione adottata è quella di polarizzare l’attenzione sullo
Spirito Santo e non sui carismi, sul Donatore e non tanto sui doni:
in tal modo risulta più facile ricordare che nessuno può
convenientemente attestarsi “carismatico” se non in riferimento alla
Chiesa, perché essa è carismatica.

 

(DAL SITO WWW.RNS-ITALIA.IT)

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